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| 13 Gennaio 2012
[Everybody look down, it's all in your mind]Quest'anno, o meglio l'anno scorso, ho saltato il consueto appuntamento con il post di fine anno. Dopotutto per quanto mi riguarda la vera chiusura, la scadenza di un anno trascorso, avviene tutti i giorni. Ogni giorno mi capita di pensare a quello che accadeva lo stesso giorno l'anno precedente, o l'anno prima ancora, cercare di mantenere la linea del tempo che difficilmente trascuro. Fra due giorni compirò 21 anni. I vent'anni sono gli anni che più mi hanno segnato e cambiato. Durante quest'anno mi sono visto mutare giorno dopo giorno, cambiamenti che non avrei mai immaginato data la scarsa considerazione che ho di me stesso. Da qualche giorno mi frulla in testa un pensiero. In realtà è stata un po' un'illuminazione, un moment of being detto a parole di Virginia Woolf. Ebbene, posso finalmente dire di esser riuscito a scavalcare l'ostacolo che per anni mi ha tenuto bloccato, ho messo da parte la causa della mia paralisi contiuna, ho messo da parte loro. Il 15 gennaio 2011 è stato un giorno strano, inaspettato, che mi ha trascinato per un attimo afferrandomi improvvisamente per i capelli, in un lontano ma sempre vivido 2004. Mi sono ricordato di problemi di matematica fatti ad un tavolo di un legno marrone e massiccio, di ricerche di francese che ci hanno fatti ridere per mesi, di studi di registrazione improvvisati con uno stereo e un microfono. Ancora una volta penso troppo e agisco poco. Vorrei dir loro che nonostante tutto rivivrei quei giorni trascorsi insieme, noi cinque. Dovrei imparare ad esprimermi a parole, non a gesti o a sguardi. Ammetto di essere un po' primitivo quando ci sono in ballo emozioni che non riesco a decifrare completamente, sarà per il mio inquadrare tutto in griglie, ordinare secondo schemi precisi tutto quello che mi ha portato ad essere quello che sono oggi. Beh, ci sono voluti 21 anni, ma penso di essere finalmente giunto a qualche conclusione su me stesso. Ho capito che non si puo' tenere sotto controllo tutto, e soprattutto che dovrei lasciarmi andare io stesso qualche volta. Dovrei prendere le cose d'impulso, mi piacerebbe dire alcune cose che non ho il coraggio di dire, perchè penso che siano sbagliate, inopportune. Ho 4 bozze salvate nell'archivio di questo blog, 4 pensieri che non ho mai espresso ma che penso di essere pronto a sputar fuori. Qualche mese fa ho realizzato che l'estate del 2008 è stata la migliore estate che io abbia mai passato, ma non l'ho detto. Non l'ho detto soprattutto per te, perchè non potresti di certo essere d'accordo con questa affermazione. Al tempo stesso, non dicendolo una persona non saprà mai che sento la sua mancanza, che la penso con un sorriso rivivendo in testa le nottate passate insonni davanti al PC a parlare, a cercare di confidarci. Vorrei riuscire a dire più spesso quanto ci tengo alle persone a cui voglio bene, ma non sono mai stato bravo in questo. Mi ci sono voluti tre anni per capirlo, tre lunghissimi anni in cui le distanze sono diventati squarci in tele bianche, apatiche. E' così che penso sia stata la mia vita fin'ora, una tela bianca che non ho mai saputo sfruttare. Mi è stato detto svariate volte di aprire gli occhi e vedere le infinite combinazioni di colori che si possono cogliere. Beh, ho cominciato a farlo. Ho sperimentato per tre giorni qualcosa di diverso dal solito studio al quale mi sottometto da sedici anni ed è stato come sentirsi rinascere. L'adrenalina della frenesia, la soddisfazione del sentirsi utili a qualcuno e non a solo a sè stessi, non pensare solo ai proprio risultati conseguiti con stupidi esami universitari, gabbie d'oro che ci vendono come sacchi di conoscenze e toccasana per lo spirito. L'università è diventata un peso non indifferente per me. Ad Ottobre ho toccato i massimi picchi di crisi, volevo chiudere questo capitolo che porta solo frustrazione e rabbia continua nelle mie giornate. Ho deciso però di andare avanti, di prolungare questa condanna dovuta ad una mia passione. La decisione l'ho presa dopo aver incontrato una persona, dopo aver realizzato che qualcosa posso fare del mio, seppur limitato, sapere. Anche in questo caso la pratica è il punto fallace. Per rimediare ho messo in atto un progetto, un'idea per ora, ma penso di poter riuscire a trasformarlo in qualcosa di concreto. Magari un tentativo embrionale di qualcosa che un giorno diventerà più grande, che potrebbe diventare il futuro che ho sempre immaginato. Ho deciso che voglio farlo, voglio sudare, faticare e spezzarmi quante volte sarà necessario, ma se mi metto in testa qualcosa posso farla diventare realtà. E' questo che non ho capito nel quinto di secolo vissuto finora. Voglio smetterla di vivere legato al passato, ancorato agli anni della mia adolescenza, perchè rimuginarci su non mi ha portato a niente fino ad oggi e non penso che lo farà in futuro. Dunque è con queste parole, con queste frasi digitate nervosamente, con la speranza che non sia solo un tentativo autotelico, che mi impegno a continuare su questa strada, e con le medesime metto la parola Fine a un capitolo protrattosi troppo a lungo.
08 Giugno 2011
[When you were young]Ultimamente ho avuto modo di pensare alla mia infanzia. Sono cresciuto in un piccolo paese vicino al mare, probabilmente da molti considerato di periferia mentre da altri un insignificante posto dove passare le vacanze estive. Ripensavo a com'era normale considerare quelle strade, il vicinato, la piazza e tutti i luoghi in cui passavo le mie giornate, come una casa, un rifugio. Mi manca poter camminare liberamente per le strade, senza avere una meta, senza il peso dello scorrere del tempo e dei mille impegni sulle spalle, mi mancano i miei cugini, il profumo del pane preso al forno e non al supermercato, lo sporcarsi le scarpe di farina ogni mattina per andare a comprare la colazione prima di prendere il pulmino. Ho vissuto sempre con mia mamma e mio fratello, mio padre è sempre stato lontano per via del lavoro, così difficile da trovare in quelle strade. La mia vita era così diversa a quei tempi. Tutti i giorni li passavo con lei, la donna che è sempre stata al mio fianco e mi ha sentito scalciare dentro di sè. Ogni giorno aspettavo come una sentinella su quel balcone arrugginito che facesse capolino dalla salita della via in cui vivevo perchè sapevo che mi avrebbe portato qualcosa quando sarebbe tornata da fare la spesa. É incredibile come un po' di cioccolato potesse riempirmi di gioia, collezionare le sorprese e essere orgogliosi del proprio tesoro di plastica. Solo ora riesco a capire il vero valore di quell'ovetto di cioccolato, i sacrifici per far sì che non mi venisse privata quella gioia. Penso che col crescere si diventi sempre più egoisti, non negherò di non esserlo diventato almeno un po'. La mia infanzia è stata scandita a ritmo di quella vida de las mujeres gitanas, come probabilmente la definirebbe Lorca. I pomeriggi passati nei salotti, la massima ambizione mondana delle donne del quartiere, a vivere in prima persona la vita di quelle casalinghe che al momento del matrimonio avevano deciso che la loro vita sarebbe stata fra quelle pareti. Quante tazzine di caffè ho sentito tintinnare mentre venivano prese dalle credenze, quanti pettegolezzi, quante confessioni. Troppe per essere dimenticate. Non ho vissuto la classica vita da bambino, da maschio, ed è forse per questo che non sono in grado di mantenere a lungo amicizie maschili, ho sempre avuto interessi diversi di calci tirati ad un pallone nonostante mi sforzassi a farmelo piacere di tanto in tanto. Ogni volta che mi trovo a parlare delle mie amicizie, c'è chi lo vede come un motivo di vanto il fatto di avere solo delle amiche di sesso femminile. La subdola e perversa mente dell'uomo medio, quella mentalità vecchia, secca e arida come la terra che per mia fortuna non mi è stata inculcata. Non c'è stata mai l'occasione di farmi ragionare in quel modo, ho sempre avuto la mia visione del mondo nonostante sia cresciuto in quel mondo così arcaico. Forse è merito di mia mamma che ha sempre cercato di prevenirmi da quell' Ignoranza. Di mio padre ho sempre e solo conosciuto il palmo della mano e le bestemmie, non ho molti bei ricordi, momenti da ricordare con il sorriso, siamo sempre stati molto in contrasto, due poli opposti che non si attraggono. A volte odio il fatto di avere ricordi così limpidi di quando ero piccolo, odio la mia capacità di ricordare non solo i momenti, ma le sensazioni provate in quel momento. Ricordo con felicità i pomeriggi passati con L. a ritagliare immagini, rincollarle su un foglio bianco e disegnarci intorno; ricordo le giornate davanti al giradischi, quando le canzoni mi sembrava che durassero ore, giornate intere e la delusione nel crescere e nello scoprire che si trattava in realtà di pochi minuti, d'altronde è sempre stato il Tempo il mio nemico; ricordo la Morte, costante, martellante che regolarmente mi ha obbligato a prendere parte al suo corteo; non riesco a dimenticare R. incontrato in un bar a mangiare un gelato pochi giorni prima che il cimitero comunale contasse un altro ospite; la sala-giochi, vista come un posto per "grandi" dove non si poteva entrare da così piccoli e i vantaggi di avere un fratello maggiore che ti avrebbe portato a giocare a Tekken 3 un pomeriggio in cui si sentiva di dover condividere qualcosa con te, passarti la staffetta dell'adolescenza. Il mio problema è forse il fatto di pensare troppo, rimuginare sul passato. Morirò nel Passato, anzi, una gran parte di me lo ha già fatto. Ho sprecato molti anni a non reagire, a non parlare dei miei problemi. É così sbagliato dover parlare di "problemi" quando si hanno 8-9 anni, che problemi ci dovrebbero mai essere, quali errori si fanno che non si possono rimediare negli anni? In media ci saranno altri 60-70 anni, perchè proprio a quell'età? Non sono mai stato forte, non ho saputo mai far fronte a problemi seri e sono convinto di non esserene ancora in grado oggi. "Sensibile" è l'aggettivo che potrebbe mascherare questa mia debolezza, altri hanno usato aggettivi diversi. Non dimenticherò mai il giorno in cui le mie spalle di alunno di quinta elementare non hanno più retto sotto il peso dei quotidiani colpi inferti da quegli "amici", e non potrò nemmeno dimenticare gli occhi di mia madre carichi di lacrime che però non ha mai fatto scendere. Poche volte l'ho vista piangere, e quasi tutte perchè le mancava quella che sarebbe dovuta essere la mia nonna forte, che nelle poche foto che ho visto appare così bella e spensierata ma al tempo stesso rigida, tutta d'un pezzo. Purtroppo quando penso al futuro non posso che immaginarmi il giorno in cui quelle lacrime amare scenderanno sul mio viso portandomi via l'unico punto cardinale sulla mia bussola, la persona alla quale più voglio bene anche se non glielo dico mai. Un giorno tornerò a camminare per quelle strade che mi hanno visto crescere, anche se per un periodo relativamente breve. Non avrei mai creduto di sentire un così forte senso di appartenenza per quella terra alla quale non voglio mai far ritorno ma che spero sia l'ultima che calpesterò.
«And sometimes you close your eyes and see the place where you used to live, When you were young» 09 Aprile 2011
[Escalofrío]Il brivido è sempre stato qualcosa di inspiegabile per me. Ho appena cercato la definizione di "brivido", l'ho letta distrattamente come ultimamente leggo un po' tutto, ma non riesco a vederci il mio brivido. Dico "il mio brivido" perchè è strano, non comune. Non è il brivido felino, o il brivido di freddo, è quel brivido che preannuncia le lacrime, l'emozione; è l'adrenalina che ti scende lungo la schiena, o meglio ancora sale, perchè quel brivido è l'unico ottimismo che ti rimane, che sotto la pelle , dentro i muscoli, lungo i nervi striscia e ti fa sentire vivo. È il mio brivido, freddo che nel momento in cui sale viene compensato dal loro calore, che intrepide, avide come belve fameliche scendono. 24 Febbraio 2011
[A place to take refuge]Tensione: stato di forte eccitazione o eccitabilità nervosa. Sin: Ansia, Nervosismo Tensione: situazione di ostilità, di contrasto più o meno latente tra due o più persone, gruppi, paesi. Sin: Attrito, Dissidio
19 Dicembre 2010
[Valérie]Oggi ho deciso di rimettere un po' a posto la camera, diciamo pure che sono stato obbligato dal colosso di 153cm che è arrivata al punto di rifiutarsi di entrarci viste le condizioni. Fra maree di biglietti del treno/autobus, sacchetti dello Star Shop e della Feltrinelli che ritrovo in ogni angolo, visti scaduti risalenti all' ultimo soggiorno della mia vita liceale ad Istanbul, un' etichetta adesiva del prezzo delle Duracell al Radyre di Salamanca (7,95€ se vi puo' interessare), cavi vari, hard disk non funzionanti rotoli di scotch di svariati tipi, pennelli, vernice..tutto questo era, e in parte è ancora, su una scrivania. Ho ritrovato anche vecchi appunti, quelli del liceo, che mi hanno ricordato che forse dovrei studiare visto gli esami più o meno imminenti. Fra questi però è spuntato un foglio a quadretti, A5, indubbiamente della Monne. Non so di preciso a quanto risalga, forse quarta liceo, non so. Questo è quello che vi è stato scritto sopra con una calligrafia rotondeggiante, impossibile da non riconoscere: Je m'appelle Valérie
et voilà, je suis ici. Du matin au soir Je suis sur le trottoir, J'attend mon fiancé mais il ne va pas arriver. Donc j'appelle mes clients mais ils sont très mechants, alors je vais à l' Arno et je demande 5 Euros!! Je suis la femme de la rue et je vous donne le bienvenue. Je suis une vagabonde et je voudrais voir tous le monde, mais j'ai vu seulement des homme qu' ils me traitnt comme une pomme. De la terre je suis née et j' y vais retourner. Je vis dans la nuit et je dorme jusqu' à midi, Je me donne a tout le monde, Je n'y pense une seconde. Questo è il risultato delle lezioni della Valtancoli, le sue idee (malsane, Pardon Madame) sull'inventare una canzone rappeggiante legate ai problemi delle banlieux, Argot e cose varie. Che non si dica in giro che noi non facevamo i compiti, Hompagna <3 29 Novembre 2010
[I gotta get my groove on because I'm freakin bored!]Ne è passato di tempo da quando ho scritto qualcosa su questo blog. In testa continua a risuonarmi la frase "We don't update our blogs, we are trainwrecks". Lo so, stessa canzone di due-tre giorni fa, ma che ci vogliamo fare? Niente..La mia ossessione per le stazioni ha invaso anche la musica. Periodo alquanto strano, sto subendo la mia metamorfosi annuale che ogni anno arriva puntuale. Il periodo più o meno è sempre quello natalizio, basta rileggere pochi post indietro e si trova quello fatto alla fine del 2009 che, in tutta sincerità, non era un concentrato di allegria. L' insoddisfazione regna, la necessità di cambiamento dilaga e la rivoluzione si fa strada. Per un momento voglio non cercare le certezze che ho sempre cercato e che, raramente, ho trovato. Ho deciso di prendere tutto di petto, senza pensarci due volte. Necessito di un terremoto, uno scossone alle radici di tutto. Ricostruire è all'ordine del giorno, distruggere lo è altrettanto. Nè pari, nè dispari; nè rosso, nè nero. Ho deciso di giocarmi tutto, irrazionalmente, sullo Zero. Messieurs et Mesdames, les jeux sont faits.
26 Novembre 2010
[That's the story of our lives, we are Trainwrecks]We sleep all day and rock the night ![]() 30 Agosto 2010
[And all we'll ever need is here, Right Now]
18 Agosto 2010
[Stars]01 Luglio 2010
[El sol de Enero]Yattààà! Di ritorno dopo due mesi (tanto ormai si fa un mese si e venti no, la dura vita del maturando ù.ù). Mi è presa una strana voglia di scrivere sul blog ma in questo preciso momento ho avuto un flash dove realizzavo che quello che scrivo non lo leggerà mai nessuno se non pochi eletti che forse si sentono un pò in dovere di leggere visto che sono mie fidati picciotti (apro una parentesi dicendo che la cara signorina Picciotti Cristina non lo legge mai! Picciotti so che mi stai leggendo visto che nel momento in cui pubblico verrà pubblicato anche su Facebook come nota u.u appena finisco ti taggo e vediamo se hai il coraggio di replicare!). Poi c'è chi lo legge per farsi i fatti miei e rimanendo deluso dallo scarso contenuto non ci torna più ahah (e in questo momento ho avuto anche il flash del motivo perchè nessuno lo legge xD). Andiamo alle cose serie, ma non troppo, ma nemmeno tanto inutili, in parole povere le mie cose (che non è il ciclo, che non ho per ovvi motivi ma che se avessi chiamerei "i miei parenti" dato che sono 10 anni che vado a scuola con la mia Claudiana del cuore.)
03 Maggio 2010
[Hay un muerto encima del sofà]
02 Febbraio 2010
[I Miei Luoghi Deserti]"Ti scrivo da un posto dove non sei mai stata, 30 Dicembre 2009
[He took the midnight train going anywhere]L'ultimo intervento dell'anno, il tredicesimo..che casualità. Per la tredicesima volta mi ritrovo qui davanti a buttare giù non so bene cosa, me stesso forse, in queste poche parole che non dicono niente e che proprio per questo descrivono perfettamente come mi sento. Un anno relativamente breve, privo di avventimenti particolari..forse perchè privo di quel pizzico di noi che pian piano sembra svanire. Le paure sembrano diventare ogni giorno più concrete, la distanza aumenta, senza accorgersene. Tante volte, troppe anche se forse non abbastanza, mi sono sentito troppo preso da me stesso, troppo distante da tutto e tutti e ancora una volta mi ritrovo ad essere l'antagonista di me stesso. Rido. Un ultimo gesto folle, isterico. ..Somewhere between the end and the point where we began.. Questo blog sta decisamente appassendo e andano n po' troppo sul depressivo xD I colori piano piano sono andati in vacanza..speriamo tornino l'anno prossimo! Comunque depressivo o no il suo senso penso non lo perderà mai, anche quando non avrò più niente da dire penso rimarrà sempre qui, aperto. D'altronde non posso chiuderlo e cancellarlo, cosa che non mi va di fare, sia chiaro, uno perchè verrei scorticato e due perchè butterei via tutta la mia giovine età passata xD Beata spensieratezza di un tempo! Comunque tornando a questo ultimo anno vissuto non mi sembra ci sia da aggiungere altri dettagli sul fatto che ha fatto abbastanza pena. Forse sono io che vedo la cosa un po' troppo drastica chissà. Buoni propositi per l'anno nuovo non ce ne sono, non ci sono stati nemmeno per gli altri anni. Grazie agli insegnamenti dell'Adria "vivo alla giornata" (quella lezione penso mi abbia cambiato la vita xD la mia mente da 12enne facilmente plasmabile xD eeh erano altri tempi, peggio di quelli attuali ma insomma xD Meno male c'erà l'Adria ahah). Beh non mi resta che prendere il treno o buttarmici sotto vista l'utilità del qui presente ma questa è un' altra, vecchia storia, una specie di desiderio sotto alcuni aspetti. A Gennaio con il primo intervento duemiladecimo! (si dirà? xD) Ah..Buon Anno.
![]() 29 Novembre 2009
[Mary and Max]«The reason I forgive you is because you are not perfect. You are imperfect and so am l. All humans are imperfect. Your American penpal,
Max Jerry Horowitz»
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04 Ottobre 2009
[And I don't know how to put this into words]Let's take this slow To see just where we went wrong We're falling apart And somehow you never knew just what you were And what have we become This was all we needed Now we're busted at the seams I've been dancing in the dark with emptiness And when I felt like giving up you said: "Oh no, just keep on running Oh no, you can't give up this time We all fall down, no matter who you are You will feel lonely, to say the least And know that if you're looking for a cure to this life You won't find it, no you won't find it alone" I'm sorry for all the times you cried My words could never save you You think you found me out but... Just like a house of cards I will come down and down again~ ![]() And even when I can't see past the place I'm in I know that you are there I know you'll raise me up again 28 Settembre 2009
[____]Dopo due mesi ritorno a scrivere qui. La cosa buffa è che mancano le parole. Non so se si possa definire scrivere. Forse si, forse no ma ognuno scrive come riesce. C'è chi riesce a scrivere con uno sguardo, chi con un sorriso, altri con un silenzio, forse è proprio questo il fascino dello scrivere. Alla fine per scrivere qualcosa non c'è bisogno di un foglio e di una penna. Possiamo scrivere i nostri pensieri dentro noi stessi, possiamo imprimere le nostre emozioni in qualcun altro senza parole, si sa, a volte basta uno sguardo, un po' di complicità. Quello che facciamo ogni giorno non è un po' come scrivere? Tutto rimane impresso da qualche parte. Non un foglio, nemmeno qualcosa di tangibile, semplicemente trasmettendo le proprie emozioni in modo diverso. Pensandoci è quello che ci succede quando ascoltiamo una canzone, una frase, una parola, che poi ci rimane impressa in testa e dentro di noi la ripetiamo continuamente, la rileggiamo, la plasmiamo su noi stessi fino a renderla parte di noi.[...] Ho perso le parole
oppure sono loro che perdono me ![]() 20 Luglio 2009
[Las Palabras del Loco]
03 Luglio 2009
[Perchè non so immaginarmi niente più di così]"Ed eccoci qui, ripensando al passato. Bei tempi, tutto era senza pensieri. Tutto. Quel tutto che ci racchiude, 17 Giugno 2009
[Yo, que no tengo ninguna ilusion, soy el signo de interrogacion]Mi manca qualcosa. Non mi manca niente. O semplicemente mi manca tutto. Questa vita mi sta decisamente stretta. Spesso, forse troppo, mi domando se le cose che ho me le merito. Chi sono io per avere qualcosa che tu non hai? Cosa ho fatto di diverso da te per avere una cosa che nemmeno voglio e che magari a te piacerebbe avere? Davvero gli amici e le persone a me vicine me le sono meritate? Probabilmente no, non è detto che sappiano chi sono in realtà. Magari con gli anni se ne sono fatti un' idea, mi sembra giusto, ma quell'idea è giusta? Ti senti in pace con te stesso? Allora non hai problemi. Hai fatto qualcosa che ti sentivi di fare? Complimenti. Hai mai ricevuto qualcosa in cambio quando avevi la convinzione di aver fatto qualcosa di buono? No. Non importa. Qualcuno ne avrà pur fatto qualcosa del tuo lavoro. O probabilmente no. Hai perso il tuo tempo? No, niente si fa per niente. Continuerai pure a non essere nessuno, ma è sempre meglio che non essere niente. Esisti, ci sei, vivi, hai delle persone che ti amano intorno a te. Ma questo non ti basta. Ti senti incompleto, sbagliato, diverso. Egoista. Si ti senti anche egoista ma che male c'è in fondo? Non lo siamo tutti? Beh la risposta non potrà mai essere data. Ognuno è quel che è. Sei egoista? Bene, fa parte di te. Prova ad immaginarti senza egoismo. Saresti ancora tu? Probabilmente no, anzi, no. Quindi perchè non accettarsi per quello che siamo? Perchè non avere la consapevolezza che non si puo' sempre essere il top? Perchè..Perchè..Perchè..Domande alle quali non riusciremo mai a rispondere, domande alle quali, forse, ci fa comodo non rispondere. ![]()
02 Maggio 2009
[Trains and Railways]Ero buttato sul letto a causa dei miei dolori post limbo e balli scatenati vari e pensavo a quanto è sottovalutata la stazione. Ora come minimo metà di chi legge questo blog (che saranno si e no 2-3 persone xD) chiuderà la pagina indignato xD. Mi immaginavo li, seduto su una panchina, musica alle orecchie, a fissare i binari o semplicemente i treni sfrecciare davanti ai miei occhi. Una sensazione di sollievo, una strana libertà che mi invade e di colpo mi trovo a viaggiare con la mente su quei treni. Quante storie avranno da raccontare? Quante persone saranno passate di qui, davanti questa panchina? Quanti sorrisi e quante lacrime avranno visto questi binari?Domande che potranno sembrare senza senso, che nella frenetica quotidianità non abbiamo tempo di chiederci. E mi piace immaginarmi ancora seduto su quella panchina, 20, 30, 40 anni dopo aspettando qualcosa o magari qualcuno, o magari nessuno, e me ne starò semplicemente seduto li con il mio sorriso ebete stampato in faccia e la voglia di libertà che nessuno potrà mai strapparmi. |